*ESCLUSIVA* ROMA / RAVISCANINA – Tecnologia 5G, il ‘caso’ Matese approda a Montecitorio

ROMA / RAVISCANINA (Francesco Mantovani) – Una ‘battaglia’ di civiltà, iniziata quasi in sordina, ma con idee ben chiare, in uno di quei ‘feudi’ politici dove la gestione del potere ha conosciuto poche e quasi impercettibili soluzioni di continuità nell’arco di decenni, sta per centrare almeno idealmente l’obiettivo più importante. Portare all’attenzione nazionale le problematiche di quel paradiso naturalistico che avrebbe meritato politiche più attente è già di per sè un traguardo di cui andare fieri. In attesa che i giudici del Tar Campania si pronuncino sul ricorso presentato dal ‘Comitato cittadino Raviscanina’ per chiedere l’annullamento in autotutela della delibera di giunta numero 23 del 21 febbraio 2019 con la quale l’esecutivo Masiello approvava il contratto con la società Wind Tre Spa che prevede la locazione di una porzione di terreno ubicato in località Pallara della durata di nove anni rinnovabili per l’installazione di una stazione radio base, il ‘caso’ approda a Montecitorio. Un ‘caso’ che non riguarda soltanto Raviscanina, ma anche altre due comunità matesine (Letino e San Gregorio Matese) che rientrano nell’elenco dei 120 comuni italiani scelti dal Mise

per la sperimentazione del 5G. Comunità nelle quali gran parte degli abitanti ha paura che l’installazione di nuove antenne possa essere ‘il cavallo di Troia’ per l’avvio della sperimentazione della tecnologia di quinta generazione. Giovedì 27 Giugno, alle ore 14:30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati in Roma (Palazzo Montecitorio), si terrà infatti la terza conferenza stampa dell’alleanza italiana Stop 5G per rinnovare al Governo Conte la richiesta di una moratoria sulla sperimentazione della tecnologia 5G. Saranno presenti anche alcuni parlamentari firmatari della mozione STOP 5G che impegna l’esecutivo. E sarà presente anche la presidentessa del comitato cittadino Raviscanina, Maria Gioia Tomassetti, che nel frattempo ha inviato un documento a tutti i sindaci del comprensorio invitandoli a sottoscrivere un atto pubblico nel quale invochino l’applicazione del principio di precauzione (art. 191 del Trattato sul funzionamento dell’Ue), opponendosi in questo modo alla sperimentazione della tecnologia 5G e all’installazione di antenne del tipo 3G e 4G fino a quando i campi eletromagnetici a radiofrequenza non saranno classificati dallo Iarc ‘certamente non cancerogeni’.

Un pensiero riguardo “*ESCLUSIVA* ROMA / RAVISCANINA – Tecnologia 5G, il ‘caso’ Matese approda a Montecitorio

I commenti sono chiusi