SESSA AURUNCA – Mare sporco, i dirigenti del Consorzio di Bonifica rigettano le accuse: le responsabilità sono da ricercare altrove

SESSA AURUNCA (Matilde Crolla) – “Le condizioni del mare di Baia Domizia non dipendono assolutamente dal Consorzio Aurunco di Bonifica”. A gran voce l’ingegnere Felice Di Giovanni, dirigente dell’Ente di Viale delle Terme, interviene per mettere a tacere una volta per tutte le dicerie che stanno circolando da ieri. “L’impianto di Macchine Vecchie come quello di Pietre Bianche ha sempre funzionato, nonostante le tante difficoltà. Gli idrovoristi con senso di responsabilità hanno continuato a lavorare

anche gratuitamente per garantire un servizio indispensabile per il territorio- spiega Di Giovanni-. Il compito dell’impianto idrovoro è quello di sollevare e spingere a mare le acque del cosiddetto ‘pantano’ che si trova ad una quota altimetrica inferiore a quella del mare e quindi soggetta ad impaludamenti per una semplice questione di gravità terrestre. A Baia Domizia c’è una falda freatica molto superficiale, dunque se le pompe non funzionassero nel giro di quattro giorni saremmo completamente allagati”, spiega l’ingegnere Di Giovanni. E continua: “Ovviamente l’impianto idrovoro dovrebbe trasferire solo e solamente le acque del pantano di Baia Domizia”. Le dichiarazioni di Di Giovanni, però, lasciano intendere molto altro. In quelle acque del pantano possiamo immaginare

che ci finisca di tutto e di più, come gli scarichi abusivi della baraccopoli di Baia Domizia appartenenti al Comune di Sessa Aurunca e di Cellole. Tra l’altro, è capitato che i ‘troppo pieni’ sversassero nei canali del Consorzio. Lo dimostrano le rilevazioni fatti dal Noe in passato e le innumerevoli denunce presentate proprio dai dirigenti del Consorzio Aurunco di Bonifica. “Abbiamo sempre provveduto a denunciare, non ci siamo mai tirati indietro. Non si può ritenere, però, il Consorzio responsabile di tutto. Il problema va risolto a monte- continua Di Giovanni-. Basti pensare che il Consorzio esiste da decenni ed è preesistente all’abitato di Baia Domizia. Ha da sempre avuto il solo compito di trasferire a mare le falde freatiche del pantano. Il problema

è che le acque sono peggiorate negli anni e non per colpa del Consorzio”. Dunque, sarebbe necessario, al di là di trovare a tutti i costi un colpevole che colpevole non lo è, individuare una strategia comune tra tutti gli Enti come Cellole, Sessa Aurunca ed i Comuni del basso Lazio. Necessario è l’attivazione di un depuratore per Sessa Aurunca. Quello di Cellole, infatti, non può sostenere una portata superiore a quanto previsto. I depuratori del basso Lazio, a loro volta, dovrebbero garantire un servizio migliore che non c’è. Insomma, gli amministratori locali hanno la responsabilità di individuare una soluzione efficace e duratura evitando di additare altri Enti di colpe che non hanno.