SANT’ANGELO D’ALIFE – Regolamento sulle antenne, l’importanza di avere una opposizione e la sconfitta politica del presidente del consiglio

SANT’ANGELO D’ALIFE (Francesco Mantovani) – All’indomani del consiglio comunale di ieri è opportuno trarre alcune conclusioni visto che come spesso accade la scarsissima partecipazione della cittadinanza – anche in occasioni così importanti – presta il fianco a prevedibili speculazioni di carattere propagandistico. La prima considerazione che va fatta è quella di chiarire ai più quale argomento all’ordine del giorno è stato affrontato in merito alla tematica dell’installazione di antenne. Al vaglio dei consiglieri veniva infatti portata l’ ‘Approvazione del regolamento per la localizzazione e installazione di impianti di trasmissione Broadcast e di telefonia cellulare, nonché per le attività di monitoraggio dei livelli di esposizione ai campi elettromagnetici’. Un regolamento interamente scopiazzato dal comune di Monte di Procida in ogni suo punto. Circostanza emersa alla vigilia del consiglio e del resto confermata nel corso del civico consesso anche dalla stessa maggioranza. A spingere per l’approvazione del regolamento, in particolare, il presidente del consiglio Giancarlo Campone, che ha asserito in aula di aver lavorato duramente alla stesura del documento scatenando la inevitabile reazione della minoranza – in particolare dei consiglieri Pino Falco e Massimo Pini – che poco prima aveva fatto notare che non solo tale regolamento fosse stato copiato da un altro comune – quello di Monte di Procida – ma che lo strumento

di cui l’ente voleva dotarsi presentava tutta una serie di criticità e per tale ragione andava ritirato. Per Salvatore Bucci, invece, l’argomento non era neanche da trattare visto che la cartella del consiglio non aveva gli atti completi a cui in consigliere deve affidarsi per esprimere il proprio parere ed in virtù di tale posizione aveva anche inviato una nota al Prefetto. Da segnalare inoltre come alcuni consiglieri di maggioranza si apprestavano a votare un regolamento che loro stessi non conoscevano bene. O forse non conoscevano affatto. Una circostanza di per sè grave che ha poi trovato riscontro nelle affermazioni di un assessore che ha esplicitamente asserito di “essere qui per capire”. La domanda a questo punto sorge spontanea: partendo dal presupposto che una maggioranza che porta in aula un documento dovrebbe avere già le idee chiare in merito all’ogetto della deliberazione, se non ci fosse stata l’opposizione a spingere per il ritiro del documento cosa ne sarebbe stato di quel regolamento? Niente di più facile che tante mani sarebbero scattate in alto per approvarlo così com’era stato portato in aula. Un documento che presentava più di una lacuna di cui quella più grave era forse rappresentata da una frase che alla vigilia del consiglio avevamo fatto notare, secondo la quale il regolamento “nasce…(anche) dalla possibilità di fruire delle tecnologie di ultima generazione”. Un’affermazione pericolosa dietro la quale poteva celarsi inconsapevolmente l’apertura verso eventuali sperimentazioni visto che l’installazione di antenne 4G rappresentano in questo momento storico un ipotetico apriporta per la sperimentazione di tecnologie più avanzate i cui effetti sulla salute non sono ancora stati accertati. Per questa e tante altre ragioni la minoranza ha chiesto che venisse ritirato quel documento. E per questa e tante altre ragioni il sindaco Michele Caporaso ha accolto

lodevolmente l’istanza del gruppo di opposizione mettendo di riflesso in un cono d’ombra il presidente del consiglio Campone. Al quale non è rimasto altro che votare per il ritiro dello stesso regolamento su cui diceva di aver lavorato. Un regolamento dove, tra le altre cose, era prevista l’applicazione di una sanzione di diecimila euro qualora si superasse il limite di esposizione della popolazione alle radiazioni. In pratica, quel regolamento fissava a diecimila euro il valore di una vita umana! Ora la palla passa nelle mani di una apposita commissione che lavorerà sulla stesura di un nuovo regolamento visto che quello che Campone voleva venisse approvato non è piaciuto proprio a nessuno. A quelli che lo avevano letto, a quelli che lo avevano compreso e anche a quelli che forse non lo avevano neanche sfogliato.