RAVISCANINA – Antenna e sperimentazioni, ecco perché Masiello confonde i suoi stessi elettori. I documenti lo certificano

RAVISCANINA (Francesco Mantovani) – Adesso manca soltanto che come replica il sindaco Ermanno Masiello si avvalga della locuzione “a mia insaputa” e poi il cerchio è chiuso. Adeguarsi alle mode non è sempre motivo di vanto, non lo è ancor più nella misura in cui si vuol tentare di trincerarsi dietro quei veli di Maya capaci di ridimensionare l’arte nobile di un servizio finalizzato al bene comune ad uno squallido teatrino dell’assurdo. Per questo ci si augura che finalmente Masiello prenda atto delle sue incongruenze e parli alla sua cittadinanza con chiarezza. Iniziando non da chi aveva già da un pezzo capito le cose come stavano, e che per questo “reato di lesa maestà” è stato presto etichettato come oppositore a prescindere, ma soprattutto dai suoi sostenitori che forse più di tutti oggi hanno bisogno di sapere la verità dei fatti. Tra di loro, infatti, regna ancora oggi la confusione più totale. C’è chi pubblicamente attraverso i social lo invita ad andare avanti fino a consentire che in paese venga sperimentata la tecnologia 5G (non potendo tuttavia ricevere le necessarie rassicurazioni in particolare dopo che il sindaco era “venuto a conoscenza” di quella fonte che lo aveva tenuto talmente preoccupato e irritato da spingerlo a bollare come “bufale” le preoccupazioni di tanti suoi concittadini visto che è ormai acclarato che Raviscanina rientra ufficialmente, stando ad un documento dell’Autorità per la garanzia delle comunicazioni, tra i centoventi comuni dove dovrebbe partire la sperimentazione 5G) e chi invece mostra ai quattro venti documenti senza neanche saperli interpretare. La verità è una sola. Qualche tempo fa avevamo scritto che il sindaco probabilmente non aveva raccontato ai cittadini tutta la verità. Lo facemmo ad ogni modo  ricordandogli che qualche mese addietro a chi gli diceva di essere già a consocenza sui social circa una possibile sperimentazione della tecnologia 5G in paese

egli avesse risposto con un lapidario: “informatissimo”. Una circostanza che lasciava intendere, dunque, che Masiello sapesse, ma nel frattempo, per tenere tranquilla la comunità, faceva finta di non sapere. Lo scrivemmo lasciando tuttavia nel lettore un piccolo dubbio. Bene, ora quel dubbio è lecito che scompaia. Perché a dimostrarlo questa volta non sono soltanto (si fa per dire!) documenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che magari Masiello poteva non conoscere (diamogli anche il beneficio di questo ulteriore dubbio!). A darne contezza, questa volta sono documenti che escono direttamente dall’ufficio tecnico del suo comune. Quindi, Masiello non poteva non sapere. A seguito della richiesta di accesso agli atti avanzata dalla minoranza consiliare, l’ente è stato costretto infatti a tirar fuorti tutta la documentazione relativa alla questione antenna. Abbiamo deciso di pubblicare tutti gli atti pagina per pagina illudendoci che tutti, anche chi non si arrende neanche davanti all’evidenza, ne possano trarre le dovute conclusioni. Il consigliere di minoranza, Giovanni Di Mundo, in particolare, ha ricevuto nelle sue mani, a seguito di richiesta di accesso all’intera documentazione avanzata da tutti e tre i consiglieri di opposizione, non più indizi. Nelle sue mani ha ricevuto la prova definitiva che il sindaco Masiello era perfettamente a conoscenza del fatto che dando in locazione alla Wind Tre Spa una porzione di terreno in

località Pallara, la conduttrice (la stessa società Wind Tre) “avrà libero accesso e potrà effettuare a proprie spese per tutta la durata del contratto, i lavori necessari per la corretta installazione delle apparecchiature necessarie, per la loro protezione….e per l’aggiornamento dell’impianto compresi gli aggiornamenti legati al passaggio a nuove tecnologie per la trasmissione del segnale , cui la locatrice ora per allora acconsente, obbligandosi, qualora necessario a seguito di richiesta di enti pubblici, a rilasciarne conferma scritta “. Leggendo con attenzione  il contratto, che al momento ancora non è stato sottoscritto dall’ufficio tecnico, alcune parti non solo confermano la circostanza secondo cui il sindaco era al corrente di tutto già da tempo, ma che addirittura sarebbe stato pronto fin da subito, nel caso non fossero subentrati “ostacoli imprevisti” sul suo cammino, ad acconsentire “ora per allora” qualsiasi tipo di sperimentazione. Adesso che finalmente il campo è sgombro da ogni equivoco, Masiello deve dire la verità. Se è favorevole alla sperimentazione di nuove tecnologie sul territorio comunale lo deve dire affinché tutti – i suoi sostenitori

in primis – sappiano bene da che parte sta il sindaco. Un primo cittadino se ritiene giusto ed opportuno portare avanti una idea, anche se impopolare, è giusto che lo faccia. Ma deve farlo alla luce del sole dicendo le cose come stanno senza cercare infruttuose scorciatoie che servono solo a mistificare la realtà e a mortificare l’intelligenza dei cittadini. Un terzo dei quali politicamente a lui vicini e certamente non felici di ritrovarsi al cospetto del fatto che la loro guida politica e amministrativa ricambi la loro fedeltà a oltranza con il ricorso alla poca trasparenza per ovviare ad una sorta di mancanza di autorevolezza.