CAPRIATI A VOLTURNO – Comunali, Iacovone a Marcaccio: mio elettorato è contro quel regime che vuoi ripristinare

CAPRIATI A VOLTURNO (Francesco Mantovani) – Comunali, Fabio Iacovone a Rocco Marcaccio: il mio elettorato è contro quel regime di continuità rispetto al passato che vuoi ripristinare. E’ questo uno dei passaggi cruciali della replica del consigliere uscente Iacovone al’aspirante sindaco Marcaccio. Iacovone, in maniera non troppo velata lascia intendere che se non sarà della partita alle prossime elezioni amministrative, sarà comunque pronto eventualmente ad appoggiare il sindaco uscente Gianni Prato (“che su alcuni aspetti ha determinato una linea di discontinuità con le amministrazioni passate”) pur di evitare che il paese torni sotto la guida di una classe politica che appartiene al passato.

“Mi sembra doveroso – afferma Fabio Iacovone – dare attraverso le pagine di questo giornale una risposta agli attacchi ingiustificati ricevuti da Rocco Marcaccio nella sua intervista dell’11 aprile 2019. Mi sorprende e mi stupisce l’attacco rivoltomi dall’avvocato Roco Marcaccio anche perché, come da lui stesso sostenuto, egli mi vede fuori dai giochi elettorali e senza una lista da presentare. Ma, ciononostante, traspare paura dalle sue accuse e traspare paura dal suo monito in ordine ad una mia eventuale

morte politica in caso di mio appoggio al sindaco uscente Giovanni Prato che lui identifica quale mio grande nemico. Preciso che Gianni Prato non è assolutamente un mio grande nemico, come strumentalmente lo definisce l’avvocato Marcaccio, in quanto non ho avuto da egli né vantaggi né svantaggi legati alla sua azione politico amministrativa. Se per inimicizia o grande rivalità ci si riferisce alla mancata condivisione di idee politiche, di programmi e sensibilità verso le necessità del territorio, allora sì che potrei definirmi nemico del sindaco Prato, ma allo stesso modo in cui potrei definirmi nemico anche nemico dell’avvocato Marcaccio. Ma questo linguaggio e questo modo ‘violento’ di considerare l’avversario politico (e non nemico, si badi) non mi appartiene. Inoltre, io avrei approfittato della debolezza del sindaco uscente Prato? Ma di quale debolezza parla l’avvocato Marcaccio? Pensa di esorcizzare lo spettro di Gianni Prato immaginandolo debole? Circa la

mia eventuale ‘morte politica’ nel caso dovessi appoggiare il sindaco uscente (secondo le illazioni dell’avv. Marcaccio), vorrei tranquillizzare l’aspirante sindaco dal momento che il mio elettorato ed i miei amici vivono in serenità e in libertà la competizione elettorale con conseguente autonoma determinazione di coscienza e di voto e non certo secondo le mie indicazioni; a differenza degli ordini di scuderia della fazione dell’avv. Marcaccio che pensò bene di ‘dare una lezione’ al dottor Giovambattista Viccione alle scorse elezioni. Però – continua Iacovone – l’avv. Marcaccio ha colto un elemento di assoluta verità, pur cercando di far cadere su di me eventuali colpe in merito. Egli ha argutamente compreso che il mio elettorato ed i miei sostenitori non appartengono ad un comitato di interessi come quello che sostiene la sua candidatura ed ha capito che molto probabilmente il mio elettorato si schiererà contro quel regime di continuità rispetto al passato che Marcaccio vorrebbe ripristinare. Infatti, pur avendo io una differente visione politica rispetto al sindaco uscente Prato, devo dargli atto che su alcuni aspetti egli ha determinato una linea di discontinuità con le amministrazioni passate e quasi tutte sostenute dal partito degli interessi che si è visto ad oggi tagliare benefici di non poco conto. Per cui la mia eventuale mancanza dalla competizione elettorale determinerà molto probabilmente e in maniera naturale un’espressione di voto contro quel programma di Restaurazione dell’Ancien Regime che l’avvocato Marcaccio vorrebbe ripristinare, benché cerchi di mascherare il tutto circondandosi di giovani e volenterosi volti nuovi a buon bisogno vittime illuse delle sue arti simulatorie. L’avv. Marcaccio è consapevole di ciò e ne teme le conseguenze

con estremo terrore per cui per cui gli risulta molto più comodo attribuire a qualcun altro la responsabilità di aver pilotato voti anziché assumersi la propria responsabilità. E’ per questo che l’avv. Marcaccio sta semplicemente tentando di costruirsi uno scudo che lo lo ponga al riparo da responsabilità in caso di sconfitta; gli eventuali meriti dovranno essere suoi, ma le eventuali mancanze dovranno essere addebitabili ad altri e cioè al sottoscritto. Invito l’avv. Marcaccio a concentrarsi su idee e programmi perché se intende concentrare la sua campagna elettorale sulla denigrazione della mia persona, sulle mie personali scelte di voto e di quelle dei miei sostenitori allora davvero assisteremo alla sua morte politica e non alla mia perché così facendo insulta in malo modo quella parte di elettorato che con tali accuse lui ingiustamente ritiene non libera e condizionabile da mie personali scelte; in tal caso sarà davvero probabile, sentendosi offese, che anche per solo risentimento queste persone potrebbero votare contro di lui. Infine – conclude Iacovone -, tornando alla mia eventuale e presunta ‘morte politica’, essa non sarebbe per me alcuna tragedia in quanto, a parte il rammarico di un paese non degnamente rappresentato a causa del riemergere di vecchie logiche politiche opportunistiche, io, così come i miei sostenitori, continuerei a vivere e sostenermi esclusivamente con il duro lavoro della mia professione e con l’affetto delle persone care; lo stesso potrebbe dirsi , in caso di sconfitta dell’avv. Marcaccio, per il comitato di interessi che lo sostiene? Quella sì che sarebbe davvero una grande tragedia. In bocca al lupo, avvocato Marcaccio”.